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Misurazione del clima aziendale

In collaborazione con Gruppo Athanor

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Analisi del Clima Aziendale ad orientamento Multifattoriale

La finalità del presente documento è meramente orientativa e delinea in termini generali logiche e modalità di intervento di ISI in merito all'analisi del clima aziendale. Ogni azienda, con un incontro con gli esperti ISI, potrà focalizzare e mettere a punto gli elementi necessari per una strategia adeguata.
 L’esigenza da cui parte normalmente l’idea del Management Aziendale di realizzare una indagine di clima è innanzitutto quella di avere una base di conoscenza diretta delle opinioni, delle percezioni e delle aspettative dei propri dipendenti, in modo da poter impostare su tale base le politiche ed i piani di gestione e sviluppo del personale. L’indagine di clima può essere anche  un punto di riferimento per trovare soluzioni adeguate a criticità emergenti.  
Più in dettaglio, gli obiettivi del progetto potrebbero essere:
 
  • Conoscere il clima organizzativo
  • Costruire una diagnosi della situazione, cioè individuare le ragioni possibili che spiegano sia criticità quanto positività emerse.
  • Individuare ed avviare le azioni prioritarie
  • Avere a disposizione elementi conoscitivi e diagnostici sufficienti ad elaborare politiche e piani di  gestione
  • Avviare un canale di comunicazione e conoscenza diretta fra la direzione aziendale e tutto il personale dell’azienda.
 
Un progetto di indagine di clima tradizionalmente si snoda attraverso 4 fasi:
 
  1. Lancio ed impostazione: è la fase durante la quale con gli interlocutori aziendali si condividono finalità e il percorso del progetto, si definisce l’impostazione metodologica, si isolano gli aspetti della vita aziendale di cui si vuole misurare/conoscere la percezione delle persone, si programmano le fasi del progetto stesso.
  2. Raccolta dati ed elaborazione: in questa seconda fase si passa alla erogazione del questionario, si elaborano statisticamente i dati raccolti, si produce una rappresentazione grafica  dei risultati, una loro prima interpretazione e report specifici da restituire ai principali interlocutori aziendali
  3. Restituzione al committente: in questa terza fase si condivide la diagnosi e l’interpretazione dei dati, si individuano le linee principali di intervento, si individua con la committenza la modalità di comunicazione dei risultati al resto dell’azienda, dal middle Management aziendale a tutto il personale
  4. Restituzione estensiva: in questa quarta fase si fornisce a tutto il personale, nelle forme stabilite, una informazione di ritorno sull’indagine, si cerca di facilitare una interpretazione condivisa dei risultati, si raccolgono proposte e suggerimenti relativamente ad iniziative di miglioramento/cambiamento.

Rispetto alla prima componente di analisi, sono disponibili due alternative di intervento, che si distinguono per tempi di realizzo e “livello di risoluzione” ottenibili.

Prima alternativa
Più tradizionale, si tratta della somministrazione anonima di un questionario articolato, che viene impostato con l'azienda e che, su una serie di temi (obiettivi aziendali, identificazione con l’organizzazione, contenuto del lavoro, organizzazione e sistema decisionale, capi, relazioni interne, condizioni di lavoro, sistema premiante, opportunità di sviluppo, valori, risultati (soddisfazione per), reazione all’indagine), permette di raccogliere le opinioni dei dipendenti. La fase 1 e la fase 2 sono corpose, da un lato per la costruzione del questionario, dall’altra per la elaborazione e la interpretazione della massa di dati. Il risultato è comunque di risoluzione molto elevata. La tempistica complessiva è di almeno 4 mesi, con circa 10/15 giornate/consulente a cui deve essere aggiunto il tempo/costo della imputazione dati ed elaborazione statistica. Possono essere utilizzati strumenti web.
 

Seconda alternativa (sistema avanzato)
Si tratta di utilizzare quattro strumenti già predisposti:  
  • Questionario
Un questionario (82 domande) dotato di una propria griglia interpretativa che offre indicazioni quantitative rispetto ai seguenti item: valorizzazione delle persone, chiarezza degli obiettivi, riconoscimento individuale, comunicazione interna, responsabilità, clima, coinvolgimento, pianificazione, monitoraggio delle attività. Lo strumento offre anche indicazioni concrete sugli interventi da promuovere. 
  • Sociogramma:
Strumento che analizza le dinamiche interne alla struttura organizzativa, riguardanti la leadership (qualità, riconoscimento, motivazione), la relazione, la comunicazione sotterranea, il rapporto individuo – team – azienda ed altre dinamiche riguardanti la qualità della fiducia, della motivazione gruppale, dei legami affettivi sotterranei ed evidenti. Si utilizzano cinque domande per ogni individuo che deve rispondere utilizzando tre nomi per grado di preferenza, arrivando in questo modo ad evidenziare quindici variabili analizzabili. Dall’analisi dei dati viene elaborato un grafico di facile lettura che esprime in modo analogico la strutturazione delle relazioni interne, della leadership ecc. Strumento che non abbisogna di identificativo personale e quindi può essere somministrato in forma anonima. 
  • Enneagramma:
Strumento che analizza la struttura di personalità del singolo individuo differenziando in nove grandi categorie. Ciò è molto utile per comprendere meglio la relazione individuo -  ambiente di lavoro e mansione, secondo un principio che identifica nella strutturazione positiva di tale relazione una crescita importante delle potenzialità del singolo, della motivazione primaria e del benessere indi duale e di conseguenza un importante sviluppo delle potenzialità aziendali. Si utilizzano nove asserzioni sulle quali fare una singola scelta. 
  • Questionario Athanor di Tipologia Psicologica (A.T.P.)
Breve questionario (14 domande) con risposte a scelta multipla e risposte aperte volte a indagare differenti aspetti della struttura personologica, utilizzando, in presupposto clinico una modalità di lettura analogica, e quindi scarsamente influenzabile razionalmente.  E’ preferibile somministrare i test con un codice identificativo personale riconoscibile solo dall’elaboratore dei dati. Il vantaggio di questa seconda alternativa consiste nella sensibile contrazione dei tempi sulla prima e seconda fase. Può anche emergere un’altra esigenza ben più rilevante da un punto di vista strategico, riguardante l’allestimento di uno sviluppo gestionale delle risorse umane legato alla direzione del personale. Tale necessità  potrebbe diventare una buona occasione per strutturare e contemporaneamente accompagnare la nascita della nuova funzione.
In sintesi, all’interno di una funzione del personale, tre sono i principali sistemi da governare, fra loro fortemente interconnessi:
 
  • Un primo che tocca l’area del reperimento di nuove risorse (ricerca e selezione, inserimento, pianificazione del personale…)
  • Una seconda che tocca il tema dello sviluppo (formazione in tutte le sue forme, definizione dei sentieri di carriera, analisi potenziale, presidio del sistema di valutazione della performance…)
  • Una terza che tocca l’area della compensation (retribuzioni, sistema premiante….)

Tutto questo richiede preliminarmente di poter disporre di uno strumento, in altri tempi chiamato “mansionario”, che identifichi per ogni ruolo aree di responsabilità e competenze in gioco. Tale preziosissimo strumento consente ai tre sistemi sia di funzionare quanto di interagire fra loro. Dati i tempi e le circostanze che l’azienda vive, l’utile può anticipare l’ottimale. Vista l’emergenza della fusione, si porrà probabilmente il problema di una revisione parziale del disegno organizzativo, di una riallocazione di personale. In concomitanza con questo passaggio si potrebbe contemporaneamente progettare ed utilizzare strumenti “ad hoc” per gestire simile passaggio, focalizzandosi sulla valutazione del potenziale.
Per fare questo, i passaggi possono essere i seguenti:
 
  • Definire, come già detto, per i ruoli vacanti, aree di responsabilità e competenze in gioco (quali sono e quali sono i comportamenti attesi). Per fare questo si può ricorrere a interviste mirate con i diretti superiori o ai cosiddetti “best performer” rispetto ad un certo ruolo, oppure analizzando le caratteristiche dei processi aziendali in gioco
  • Identificare le persone  potenzialmente in gioco, e condividere con loro le scelte in atto da parte dell’azienda
  • Sottoporre le persone ad una sessione di “development center”, con l’obiettivo di identificare come si collocano rispetto alle competenze chiave delle posizioni in gioco. Ogni persona esce con un suo piano di miglioramento personale. Mediamente ogni sessione di development center dura una giornata, e può essere condotta su un massimo di 6 soggetti. Le persone vengono sottoposte a varie prove, come role playing sia individuali che di gruppo, test in-basket, osservazione comparata ecc. In ogni giornata di development center si alternano 2/3 consulenti. Occorre anche preventivare il tempo per la stesura dei profili. Dai risultati delle sessioni di development emergono gli elementi necessari per la presa di decisione, concordata con i soggetti sulle allocazioni. Si da corpo alle eventuali iniziative di sviluppo individuale (coaching, formazione in aula….) concordate precedentemente nel “development center”.  

Critica, in termini di tempo speso è la definizione delle competenze in gioco. Quanto più accurata sarà la loro costruzione, tanto più corretto e gestibile sarà il percorso delineato.
 Come premesso, il presente documento è solo una “base di discussione” per un incontro in azienda.


 

 
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